PUNTA DI POZZOLO

(Tratto da www.hikr.org)

Tempo: 1 giorni
Salita: 1824 m
Discesa: 1824 m
Percorso: Bèura-Alpe Caggiani-Alpe Fiesco-Alpe Vaccareccia-Alpe Prov-Rifugio Pozzolo-Punta Pozzolo-Alpe Corte Vecchio-Alpe Prov-Alpe Vaccareccia-Alpe Fiesco-Alpe Caggiani-Bèura

Bella uscita su un’altrettanto bella cima che divide la Val d’Ossola alla Valgrande, che non conoscevo affatto.
Ritrovo con Giancarlo in Valganna alle 5,30 con meta Beura, ove giungiamo dopo quasi due ore. Ci aspetta un bel dislivello e la giornata si preannuncia bella, ma anche calda.
La salita parte subito decisa per una bella mulattiera, poi sentiero, la quale incontra vari alpeggi in ottime condizioni alternati ad altri in rovina, ma affascinante testimonianza della nostra invidiabile civiltà montana. Dopo circa tre e ore e mezza, pause incluse, siamo al Rifugio Pozzolo, ove facciamo un’ulteriore pausa prima della salita in cima.
Giunti alla sovrastante alpe, ancora parzialmente frequentata, perdiamo almeno 15-20 minuti alla ricerca del sentiero giusto, assolutamente difficile da individuare tra vaste macchie di rododendri. Saliamo dunque un po’ a casaccio cercando di sfruttare i punti meno invasi, o saltando da una pietra all’altra, nella direzione corretta, poichè comunque si riesce a scorgere la “Scala di Pozzolo”, che attraversa la cresta in diagonale, nostro assoluto riferimento. Dopo un po’ la traccia si fa più evidente, e compare anche qualche piccolo ometto (più nano che ometto, direi) cosicchè la salita si fa più diretta e sicura. Raggiungiamo finalmente la pietraia, puntando verso la sopraccitata scala che conduce a una sella contraddistinta da uno stretto intaglio, dalla quale si apre una finestra sulla parte nord-occidentale della Valgrande.
Non rimane ora che affrontare la ripida cresta erbosa e rocciosa, passando ora sul filo ora a mezzacosta, con traccia che compare e scompare continuamente: a vista la cima sembra vicina, ma in realtà è più lunga e faticosa del previsto… comunque sia, la raggiungiamo, godendo di una splendida vista verso Domodossola, la Valgrande e svariate cime che dominano la zona. Nel frattempo, tuttavia, una nuovoletta passeggera ha deciso di fare qualche “sputacchiata” proprio sulla nostra testa, e decidiamo di rinviare il pranzo.
Non rifacciamo la stessa via di salita, perchè individuo una bella crestina che scende dritta proprio verso la pietraia che avevamo traversato in salita, rinunciando alla traversata fino alla vicina Testa del Parise e alla discesa all’Alpe Cortevecchio, che raggiungeremo comunque per variare un po’ la discesa, senza tornare al Rifugio Pozzolo. Iniziamo dunque con cautela la ripida discesa, che peraltro è attraversata da un’evidente traccia, offrendo begli scorci e una certa varietà di fioriture, oltre agli onnipresenti rododendri. Raggiungiamo una prima pietraia, poi decidiamo sul da farsi: io continuerei la pietraia per ricongiungermi al sentiero di salita e all’Alpe Pozzolo, da cui parte un bel sentiero a mezzacosta per l’Alpe Cortevecchio, ma Giancarlo mi convince non so come a scendere ancor più diretto tra un tripudio di rododendri, senza più alcuna traccia. Ahimè, questo mi costa due-tre scivoloni e un colpo al ginocchio fortunatamente senza conseguenze.
Ma bene o male ci congiungiamo al sentiero per l’Alpe Cortevecchio, presto raggiunta. Qui sostiamo e pranziamo con gusto, poi decidiamo di ripartire per Beura, quando incontriamo due ragazzi (di cui avevamo udito le voci durante la discesa) e una bella e simpatica cagnolona provenienti dall’Alpe Pozzolo: scambiamo due chiacchiere, poi scendiamo assieme a loro. Con la discesa aumenta il caldo, che con le ore di cammino rendono tutto più lungo, benchè la simpatica compagnia ravvivi il tutto… sotto i mille metri la cappa di caldo comincia a farsi davvero asfissiante, ma infine siamo a Beura, dove salutiamo i nostri simpatici e occasionali compagni di discesa.
Essendo per me la prima cima in Val d’Ossola non posso che ritenermi soddisfatto, perchè ho avuto l’opportunità (grazie a Giancarlo) di conoscere splendidi luoghi e una bella panoramica cima, rispettabile e tutt’altro che scontata, benchè non particolarmente difficoltosa.