Monte Togano: sul tetto della Val Grande

monte togano

 

 

(Tratto da www.salitomania.it)

Località partenza:   Alpe Faievo (Trontano)
Quota di partenza (m.):  945
Quota vetta (m.): 2299
Dislivello complessivo (m.):  1354
Sviluppo: 14  a/r
Difficoltà:  EE
Cartografia: CNS -fgl 285  1:50.000 DOMODOSSOLA
Rif.bibliografici: Val Grande, escursioni- storia-natura – P.Crosa Lenz – Ed. Grossi Domodossola

Colma di Basagrana , mt 2070, ore 11. Il valico, storica porta di ingresso in Valgrande per gli alpigiani di Trontano, si apre su due montagne simbolo dell’Ossola: da un lato il Togano, immerso nelle nebbie, dall’altro il Tignolino con la sua elegante cresta est baciata dal sole. Ovviamente scegliamo il Togano….. sì perchè Togano doveva essere e così è stato! E poi la voglia di salire sul tetto della Valgrande era troppa per lasciarsi intimorire da un po’ di nebbiolina…
Che strano, penso, sino a qualche anno fa queste montagne mi erano del tutto indifferenti: cercavo soddisfazioni altrove, a Devero, Formazza, posti comodi, sin troppo scontato entusiasmarsi di fronte ai picchi della Rossa, del Cervandone, agli alpeggi curati del Grande Est. Ed invece ora cerco qualcos’altro, qui su queste montagne aspre, poco frequentate, dove tutto o quasi sa di abbandono: eppure, a saperli leggere, questi luoghi hanno un fascino tutto loro. Passi accanto ad una baita semidistrutta, ad ampi pendii ormai invasi dalla vegetazione, e pensi a come doveva essere quassù un tempo non troppo lontano, alla fatica e agli stenti di generazioni di alpigiani che hanno colonizzato caparbiamente queste montagne poco ospitali.
Partiamo da Faievo, 945 mt. : la strada carrozzabile che da Trontano porta sino a Parpinasca ora è diventata comunale sino a qui, quindi non si rischiano multe. Lo so, a giocarla correttamente saremmo dovuti partire da Trontano, ma la gita sarebbe diventata troppo lunga…. Con qualche senso di colpa dunque di incamminiamo a percorrere i circa 2 km di strada che ci separano da Parpinasca: bel posto, balcone naturale sulla piana ossolana, baite ben tenute e l’imponente rifugio (direi di proporzioni spropositate e di dubbia utilità per un escursionista, comodissimo invece ora per gli amanti della polenta e dello spezzatino). Non lo degniamo della minima attenzione, e proseguiamo speditamente verso la Costa dei Bagnoli, prima asperità della giornata. L’autunno sembra ancora lontano, prati e pascoli sono ancora verdissimi ed umidi di pioggia recente: attraversiamo tappeti di rododendri e mirtilli, ancora gustosissimi.
In breve raggiungiamo l’ampia dorsale della Costa dei Bagnoli: ora ci attende un lungo cammino circolare in direzione sud per portarci sotto alla Colma di Basagrana: si traversa una noiosa giavina e quindi il sentiero, sempre ben evidente e battuto, punta con decisione verso l’alto, superando numerosi tornantini.
La Colma di Basagrana mt 2070 ci spalanca le porte alla Valgrande: di fronte a noi la splendida Val Rossa, chiusa dalla inconfondibile mole del Mottac: alla nostra sinistra il Togano, a destra il Tignolino e la Testa di Menta.
Il Togano chiama: dalla Colma tracce di sentiero scendono in direzione est, superando una giavina. Si punta ad un evidente sperone roccioso, dopodichè si abbandonano le flebili tracce che porterebbero al Passo Biordo e si punta direttamente verso la cresta del Togano.
E’ un tratto molto faticoso ed infido: ci si deve innalzare su un ripido canalino erboso (attenzione in caso di pioggia o terreno bagnato, scivolare sull’erba in un tratto così ripido potrebbe essere moolto pericoloso!!!), sfruttando qualche balza rocciosa che ci aiuta nella progressione. Puntiamo alla cresta, abbastanza ampia e mai esposta, anche se appena sotto alla vetta si ritrovano tracce di sentiero o di animali che consentono di arrivare in vetta in assoluta tranquillità. Quella che raggiungiamo è la cima principale del Togano (mt 2299): l’altra cima, sovrastata da una croce, è in realtà la cima “vigezzina”, più bassa di qualche metro…
La nebbia separa due mondi, così vicini fisicamente eppure tanto lontani. Da un lato riposa la Valgrande, con le sue foreste, le forre dirupate, gli alpeggi abbandonati da decenni: dall’altro la piana ossolana, i suoi insediamenti industriali, la civiltà moderna. Sin troppo facile filosofeggiare su questa eterea suddivisione che la nebbia ci suggerisce: scendiamo (e che ci stiamo a fare, non si vede una cippa….) con la massima cautela possibile e in breve riguadagniamo la Colma di Basagrana.
Un tiepido sole ci accompagna per la lunga discesa: stanchi ma soddisfatti ritorniamo a Faievo, anche oggi la Valgrande è stata un pochino nostra…..